giovedì 23 aprile 2009

Incipit

Inizia qui una avventura che ha il sapore del Passato ma saldamente ancorata al presente, con le storie di chi c'era e le emozioni di chi non sapeva e ha improvvisamente acceso una luce su di un fatto storico quasi dimenticato.
Vi parlo della Battaglia di Nikolajewka, Gennaio 1943 e del suo Monumento Nazionale, il primo in Italia, che vedrà la luce il 24 Maggio del 2009 in un grande e rigoglioso giardino tra Via Foscolo e Via Mazzini a Soave, in provincia di Verona.
Dei duecentoventicinquemila soldati italiani impegnati nella Campagna di Russia, tornarono in pochi e nel villaggio di Nikolajewka, tra il Don e il Donez, durante una tragica ritirata nella steppa, quei soldati lanciarono l'ultimo, disperato grido di dolore, attraversarono un sottopasso ferroviario divenuto passaggio obbligato, bucarono le forze nemiche e conquistarono la Libertà.
Il Nemico riconobbe l'onore di quell'unica vittoria agli Italiani ma ciò che importò più di tutto fu che si poteva finalmente tornare a casa.
Sui libri di Storia non si arriva mai a leggere di questo episodio.
Ne sono venuta a conoscenza in un pomeriggio d'Inverno, in occasione della posa della prima pietra di questo monumento dedicato ad una tremenda pagina di Storia europea e italiana.
Innanzi ai Reduci, ai Padri di questo progetto e alle persone che erano la', mi sono proposta di dare visibilità per quanto potrò, a questa idea struggente e meritoria.
Non per parlare di guerra o di strategie, di chi ha ragione e chi no.
Ma per continuare a dar vita a ciò che accadde, per non spezzare il filo.
Vorrei aggiungere ogni giorno qualcosa, grazie al contributo di chi vorrà partecipare a questo diario.
Segneremo insieme il sentiero, passo dopo passo che ci porterà fino a quel giardino dove sta sorgendo un nuovo il tunnel di Nikolajewka, grazie al lavoro di molti uomini e donne sensibili.
Essi hanno compreso il valore di un ricordo per coloro che spinti da chissà quali motivazioni, hanno dato la vita per chi, come me, come noi, come tanti, è venuto molto dopo e deve sapere.
Io, che sono nuova davanti alla Storia di allora, resto stupefatta dall'intento di questo simbolo in terra soavese:
"...e per sempre possano essere ricordati assieme, affratellati nella Pace eterna, i caduti di tutte le Patrie combattenti nell Campagna di Russia".
Non esistono guerre giuste.
Esiste il rispetto per Vinti e Vincitori, accomunati dalla volontà della conquista della Pace.

3 commenti:

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  2. Ho raccolto un racconto che mi è stato fatto da Gastone Savio e lo affido a questo commento:
    E' morto, in questi giorni, a Verona il Professor Bozzini, reduce di Russia che partecipò alla battaglia di Nicolajewka, fatto prigioniero ritornò nel 1946 a Lazise suo paese natale. Lo conobbi nel 1948 quando ex allievo dell istituto di Brescia "Beato Pia Marta" dove io frequentavo le scuole medie, anche lui prima della partenza per il militare aveva frequentato quell istituto, venne a raccontarci della sua avventura nella campagna di Russia dove fu presente dall inizio della guerra. In quella circostanza ci ha letto il primo capitolo del suo libro in cui narrava le grandi difficoltà incontrate durante la ritirata del sottopasso di Nicolajewka dei molti compagni che colà perirono e delle sofferenze patite durante quasi 3 anni di prigionia. Nacque lì la mia ammirazione per questo eroe e col passare degli anni sempre mi rapportai alla sua saggezza, onorandomi lui della sua amicizia. Oggi lo piango e lo indico ai giovani quale esempio di uomo, di insegnante, di combattente, di democratico e grande innamorato della libertà.

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  3. grazie ad Aandrea e a Gastone Savio che , mi auguro, vorranno scrivere ancora qui.

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